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Ciotola

inventario: 06PM ARC
classe ceramica: Ingobbiate graffite
MISURE
Altezza: 6,7 cm
Diametro: 13,8 cm
spessore (frattura all'orlo) 0,8 cm

Descrizione Ciotola quasi integra; vasca emisferica con orlo indistinto e piede a disco leggermente incavato; ingobbio interno, all’esterno riveste solo l’orlo. La vetrina ricopre entrambi i lati, sino al fondo esterno (una lacuna sul lato esterno). La decorazione è interna: il motivo principale è costituito da un elemento vegetale polilobato, con bottone centrale a graticcio, entro clipeo formato da due linee
concentriche; esternamente, lobi a girandola con tratteggio interno alternati a lobi semplici. Traccia di appoggio del treppiedi al centro della vasca. Colori: giallo ferraccia/verde ramina. Arc con vetrina sui due lati e ingobbio solo interno
Tipo/area/sito di rinvenimento: FE.01.P.MUN.US1050
Cronologia: prima metà del XV sec.
Note: Manufatto quasi integro, mancante di una parte dell’orlo, ricostruito con 3 ampi frammenti originali combacianti reincollati. Sono visibili degli annerimenti dovuti a sulfurazione, particolarmente sull’orlo.
crediti fotografici: Foto su concessione del MiBACT - Soprintendenza per i beni archeologici dell'Emilia Romagna. Riproduzione vietata a scopo di lucro, anche indiretto. Per immagini ad alta risoluzione rivolgersi alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, sba-ero@beniculturali.it
Bibliografia: Forma: 1.1b (cfr. NEPOTI 1992, fig. 14.122); decoro: l’elemento centrale è piuttosto raro a Ferrara e trova un riscontro puntuale nell’ambito dei tipi arcaici da scavi stratigrafici su una forma chiusa recuperata a Palazzo Paradiso (vasca 11-4), GULINELLI-VISSER TRAVAGLI 1995, fig. a p. 102. Forme aperte con motivi simili, limitatamente alla foglia, senza bottone centrale, provengono da Borgonovo, LIBRENTI 1992a, fig. 34.1; corso Giovecca (residuale), NEPOTI 1992, fig. 14.122; due ciotole da S. Antonio in Polesine (USM5, residuale),
mostrano una simile corona di lobi, stesso schema decorativo ed un’analoga distribuzione del colore, ma foglie differenti, GUARNIERI et al. 2006a, tav. XII, nn. 49-50. Uno scarto di seconda cottura da sterri in corso Giovecca (coll. Pasetti), presenta lo stesso tipo di decoro, Ferrara 1972, n. 26.2, e una datazione alla prima metà del ‘400. Il motivo dei lobi è tipico della graffita arcaica, sia nella sua fase iniziale, vd., ad es., per quanto riguarda Ferrara, i materiali da piazzetta Castello (buca 4), GELICHI 1992a, fig. 11.7, 13.1-2; LIBRENTI 1992a, cit., supra; sia nella fase tardiva, cfr. GUARNIERI et al 2006a, tav. XIII, n. 57. In Emilia Romagna, simili motivi a lobi su esempi stratificati o da sterri sono noti a Bologna (S. Petronio), NEPOTI 1987b, tav. 5.13; Rimini, GELICHI 1984a, p. 173, tav. V.1a (via Gambalunga e via Minghetti, Ibid., tavv.XI.3, XIV.11); tuttavia, si tratta di un corollario la cui diffusione interessa tutta l’area padana, vd., ad es., un bacino da scavi nella Rocca di Rivoli, nei pressi di Verona, HUDSON-LA ROCCA HUDSON 1982, p. 48, fig. 11.1; per materiali di area lombarda, FACCIOLI et al. 1997, tavv. 3-5 passim; NEPOTI 2005, fig. 2.

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