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Piatto-bacile

inventario: 22PM ARCTA
classe ceramica: Ingobbiate graffite
MISURE
Altezza: 8,3 cm
Diametro: 27,0 cm
spessore fondo: 1,2 cm

Descrizione Piatto-bacile frammentario; vasca troncoconica segnata da carenatura sul lato esterno, al di sotto dell’orlo, breve tesa leggermente inclinata, con orlo a
sez. rettangolare; piede discoide lievemente incavato; ingobbio e vetrina solo all’interno, all’esterno ricoprono l’orlo (tracce sporadiche di ingobbio sulla parete esterna). La decorazione mostra al centro del cavo il motivo del giglio, con riempitivi floreali, rosette. Il parziale disfacimento dei pigmenti è indice di
cottura eccessiva. Colori: giallo ferraccia/verde ramina. ArcTa con ingobbio e vetrina solo all’interno
Tipo/area/sito di rinvenimento: FE.01.P.MUN.US1050
Cronologia: seconda metà del XV sec.
Note: Piatto frammentario e lacunoso, ricostruito per ca. tre/quarti con 21 frammenti originali combacianti reincollati ed integrazioni, più uno a sé stante. Si riscontrano annerimenti dovuti a giacitura.
crediti fotografici: Foto su concessione del MiBACT - Soprintendenza per i beni archeologici dell'Emilia Romagna. Riproduzione vietata a scopo di lucro, anche indiretto. Per immagini ad alta risoluzione rivolgersi alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, sba-ero@beniculturali.it
Bibliografia: Forma: simile all’esemplare precedente, con vasca leggermente più profonda e carena alta, meno pronunciata; decoro: si tratta di una variante in campo libero di giglio araldico (o pseudo) su piatto-bacile, rispetto al tipico esempio tardivo dell’esemplare 20PM, vd. supra. Da un lato, l’esterno nudo suggerisce
l’appartenenza al gruppo delle tardive, dall’altro la presenza delle rifiniture a tratteggio sottile, nonché le rosette laterali in assenza di hortus conclusus, rimandano ad un momento di passaggio, forse di raccordo tra le graffite tardive e pre-rinascimentali (cfr. supra, par. 2.2.4f), vd. per un simile schema compositivo, GUARNIERI et al. 2006a, tav. XXIX.158 (con Tau e rosette, dalla USM5 di S. Antonio in Polesine). Il motivo del giglio, con valenza araldica o pseudo tale, compare su graffita tardomedievali da scavi a Ferrara, particolarm. forme aperte, vd. NEPOTI 1992, fig. 19.286 (fr. di FA in gr. rinascimentale da corso Giovecca); GUARNIERI et al. 2006a, XIX.96, 99, XX.100 (gr. a decoro semplificato, ciotole; vd. anche supra, 20PM), XXII.114a (ciotola in gr. prerinascimentale) (USM5); CORNELIO CASSAI 1995a, p. 88, n. 264, fig. 50 (Castello Estense, Torre di S. Giuliano, scarico verticale, CORNELIO CASSAI 1992, p. 190, fig. 3.3)

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